I compro oro e il rispetto delle leggi

quotazione oroQuando, verso la fine del 2011, il fenomeno dei compro oro è apparso in tutta la sua rilevanza, in molti hanno storto il naso.
L’opinione pubblica era infatti ancora fortemente legata al ricordo dei vecchi esercenti dell’usato, un tempo molto più simili ad un banco dei pegni più che ad un vero e proprio esercizio commerciale, che finivano per essere coinvolti nelle indagini delle autorità, direttamente, come ricettatori di merce di dubbia provenienza, o indirettamente, quale punto di snodo dei traffici di denaro della criminalità.
Comprensibile quindi l’iniziale scetticismo sia da parte dei media, che da parte dei cittadini.
Per quanto le offerte d’acquisto fossero allettanti, in pochi si sentivano liberi di aderirvi, memori dell’etichetta spesso affibbiata a chi in passato decideva di vendere il proprio oro.

Nel giro di un paio d’anni tuttavia,si è registrata una inversione di tendenza.
Non solo i compro oro e i banco metalli hanno iniziato a popolare le nostre strade con vetrine molto più simili a gioiellerie e negozi d’alta classe più che a bagarini, ma le persone hanno iniziato a fidarsi.
Tra il 2012 e il 2013 il numero di italiani che ha avuto accesso ai servizi legati al mercato dell’usato dell’oro e degli altri metalli preziosi, si è moltiplicato passando da un iniziale 8%, ad un ben più cospicuo 30%.
Secondo le recenti indagini statistiche, tra i clienti di questo settore è rappresentata in proporzione tutta la popolazione nazionale: i compro oro cioè non sono più i referenti di soggetti sbandati e in difficoltà, ma offrono i loro servizi anche a coloro che intendono investire, a chi semplicemente vuole cambiare il proprio assortimento di preziosi, nonché a coloro che vogliono speculare e guadagnare approfittando delle ottime quotazioni dell’oro sui mercati.

A cosa è dovuto questo cambiamento?
Innanzitutto pesano, inutile nasconderlo, le circostanze economiche: l’oro registra proprio in questi anni una continua crescita di valore e questo trend positivo si ripercuote necessariamente anche sul settore dell’usato, in cui il prezzo dell’oro 24kt è utilizzato quale parametro per le valutazioni.
In secondo luogo è da segnalare l’ingresso sul mercato dell’oro usato, di nuovi soggetti societari titolari di marchi noti, aventi una struttura nazionale, se non addirittura internazionale, che sono intervenuti con un notevole bagaglio di conoscenze e risorse e ai quali si deve essenzialmente il rinnovamento estetico e di immagine del settore.
Diffusi capillarmente sul territorio grazie al franchising, essi hanno saputo dare nuova veste ad un antico commercio.

E’ tuttavia un terzo aspetto ad aver fatto la differenza: non sarebbe bastata infatti la convenienza delle offerte o il “rinnovo di immagine”, se non si fosse intervenuti con una disciplina legale in grado non solo di rendere effettive e universali le regole del buon commercio già adottate dai grandi gruppi, ma anche di garantire finalmente gli utenti e l’interesse pubblico alla correttezza dei traffici commerciali.
Vendere il proprio oro usato, guadagnare e far così fruttare cianfrusaglie o oggetti ormai in disuso, non è mai stato così semplice ed è assolutamente e perfettamente legale.
Sotto la vigilanza della Banca d’Italia è stato istituito un apposito albo, contenente i nominativi dei soggetti aventi la qualifica di “Operatori Professionali in Oro”. Ad essi è riservato il commercio dell’oro da investimento e dell’oro industriale, comprendendosi in tale definizione anche i cosiddetti rottami d’oro.
Ai compro oro puri che si occupano principalmente dell’acquisto di preziosi usati dai privati, resta affidato in linea di massima questo settore, con l’obbligo di adempiere la normativa relativa all’antiriciclaggio.
Tra le conseguenze più rilevanti di questa disciplina vi è, ad esempio, la necessità di concludere personalmente la vendita: non è cioè possibile vendere il proprio oro usato tramite internet.
Le ricadute in termini di tutela dell’utente sono notevoli: innanzitutto egli può assistere a tutte le fasi della valutazione, ivi compresa la pesatura, che in genere avviene su bilance di precisione con “display a vista”.
Inoltre può decidere se accettare o meno la valutazione, che avverrà alla luce dell’attuale quotazione dell’oro sui mercati.
Qualora decida di accettare, il venditore dovrà unicamente presentare i propri documenti di identità, al fine di un corretto inventario dei beni venduti e riceverà immediatamente il pagamento spettante.
Anche il pagamento avviene nel pieno rispetto della legge: in contanti per cifre inferiori ai 1000 Euro, con metodi tracciabili per importi superiori.